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Gli unici specializzati nella messa in sicurezza degli studi Odontoiatrici – BLSD

60.000 decessi all’anno per arresto cardiaco

“Toscana Obbligo DEFIBRILLATORE per tutti gli studi Odontoiatrici

La Regione Toscana, con la Legge regionale n° 50, ha modificato la L.R. 5 agosto 2009 n°51 “Norme in materia di qualità e sicurezza delle strutture sanitarie: procedure e requisiti di autorizzazione  di esercizio e sistemi di accreditamento”,

 

 Introducendo nuovi e stringenti adempimenti.

La normativa è già operante: dal 24 novembre 2016, ma il gruppo di controllo territoriale non era stato ancora individuato .

“DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA Strutture sanitarie pubbliche REGIONALE 17 novembre 2016, n. 79/R Art. 10 – Ampliamento, trasformazione e trasferimento Regolamento di attuazione della legge regionale 5 (articolo15 della l.r. 51/2009) agosto 2009, n. 51 (Norme in materia di qualità e sicurezza delle strutture sanitarie)”

Dunque ogni studio dentistico dovrebbe essere in grado di far fronte ad ogni evenienza nel modo più tempestivo e professionale possibile.

Proprio per questo la Regione Toscana ha imposto l’obbligo del defibrillatore per tutti i dentisti predisponendo anche tutti i controlli del caso sul territorio da parte di un gruppo regionale appositamente istituito.

“In 5 minuti si possono fare molte cose, prendere un caffè , fare una telefonata, rispondere ad una e-mail,  oppure puoi provare a salvare una vita……”

Gestione Sicurezza BLSD è il nostro sistema unico per la messa in sicurezza degli studi Odontoiatrici in modo esclusivo, facciamo solo questo a differenza di tutti gli altri che fanno molte cose generiche, buone un pò per tutti.

Mentre il nostro metodo specifico basato sul nostro sistema proprietario GUDS (Gestione Unica Dae e Sicurezza) garantisce tempi di esecuzione e qualità, corretta comunicazione aggiornamento dei sistemi di qualità.

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un solo interlocutore per tutta la materia della sicurezza, senza più nessuna perdita di tempo, attivazione facile e veloce.

Il mio modo di pensare è condizionato dalla mia attività di soccorritore in emergenza quasi a tempo pieno,  ma ho sempre in mente la prima volta in cui mi sono trovato di fronte ad un arresto cardiaco senza che vicino a me ci fosse un defibrillatore.All’epoca non era obbligatorio nei luoghi pubblici ma , molto probabilmente , se la legge Balduzzi fosse già stata attiva e ci fosse stato un DAE gli esiti sarebbero stati forse diversi.La sensibilizzazione su questo tema sta cominciando solo da qualche anno a fare “breccia” tra gli imprenditori,  nei grandi centri, nello sport con il decreto Balduzzi e nelle strutture sanitarie con la legge regionale 50 2016 in Toscana

Come al solito tutto dipende da noi e dalla nostra buona volontà.

Qui di seguito cerchiamo di rispondere ad alcune osservazioni che nel corso del tempo sono venute fuori dai nostri clienti.

Non serve a molto

Nel 70% dei casi di arresto cardiaco è testimoniato da qualcuno che potrebbe iniziare le manovre di rianimazione anche senza defibrillatore ma solamente il 15% in effetti interviene . Riuscire ad aumentare questa percentuale vorrebbe dire salvare centinaia di persone in più. Le possibilità di sopravvivenza con un tempestivo intervento raddoppierebbero o triplicherebbero (fonte IRC). Con un defibrillatore semiautomatico aumenterebbe ancora di più questa possibilità.

Costa troppo

Forse un tempo poteva essere vera questa affermazione, al di là del fatto che una vita umana difficilmente potrà  mai  essere quatificata in denaro. Comunque oggi un buon defibrillatore , con assistenza e formazione per tutti gli addetti, non va oltre al costo di un telefonino di ultima generazione che quasi ognuno di noi ha in tasca. Lo so, non fa molto fico far vedere l’ultimo modello di defibrillatore rispetto ad un Iphone .

Non è mai successo nulla

Nemmeno a me era mai successo nulla e spero caldamente che nel futuro non accada mai più di vedere morire una persona e non saper fare nulla, ma come riportato nella storia sopra non c’è nessun avviso via sms o whatsup.  Il tempo di intervento si dice deve essere tempestivo, cioè si conta sulle dita di una sola mano, sono solo 5 minuti, 300 secondi per intervenire. Minuti che possono cambiare la vita sia di chi potrebbe intervenire e sia di chi in quel momento è in pericolo di vita. Sono 400.000 gli arresti cardiaci in Europa ogni anno di cui 60.000 in Italia .

Abbiamo l’ambulanza vicino

Ed è una fortuna in questi casi, ma fermiamoci un attimo a pensare che anche se fosse sotto casa ci metterebbe sicuramente più tempo di chi è già li sul posto, aumenterebbe di gran lunga i minuti di sopravvivenza in attesa dell’ambulanza fornita di tutti gli strumenti idonei. La rianimazione deve essere eseguita immediatamente, più secondi passano più si abbassa la probabilità di ripresa .

Si, già e se poi muore qualcuno ?

Già ……e se invece vive qualcuno grazie anche al tuo contributo? Tra le altre cose la normativa è chiara per interventi salvavita . E da questo punto di vista il defibrillatore semiautomatico guida l’operatore in ogni sua fase, decodifica il ritmo defibrillabile in autonomia , ed una voce ti guida nelle manovre da effettuare, dal  ritmo di compressioni toraciche,   alla registrazione di ciò che sta accadendo, tutto ciò che viene detto ed effettuato sulla persona e nel caso l’erogazione della scarica elettrica.

Non me la sento di fare questo tipo di intervento

Possibile , certo non siamo automi e non è un programma da lanciare sul desktop, siamo fatti di carne , ossa ed emozioni proprio come colui che ci sta chiedendo aiuto in quel momento. Ecco perché servono più persone formate nella rianimazione di base ed uso del defibrillatore semiautomatico, per dare supporto e per sostituirsi nelle compressioni toraciche, ti posso garantire che dopo tre cicli di compressione toracica in emergenza anche il più forte di noi deve essere sostituito per continuare ad essere efficace.

In 5 minuti si possono fare molte cose, prendere un caffè , fare una telefonata, rispondere ad una e-mail,  oppure puoi provare a salvare una vita……aldilà di ogni obbligo imposto dalla legge.

Riccardo Del Carlo


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